Liberata la città di confine si potrebbe puntare a Raqqa

SIRIA – Le forze militari appoggiate dagli USA in queste ore stanno combattendo l’ISIS nei pressi del confine turco, nel nord della Siria, al fine di scacciare gli ultimi jihadisti rimasti nella città di Manbij.

Il generale americano Sean MacFarland in teleconferenza da Baghdad ha riferito che “non manca molto tempo per concludere l’operazione” e riprendere la città di Manbij, nelle mani dell’ISIS dal 2014 e usata come punto di transito per i combattenti stranieri e il traffico di merce rubata.

Le Forze Democratiche Siriane (SDF), con il supporto aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti, si propongono ora di terminare l’offensiva, partita alla fine di maggio, per eliminare Stato Islamico dalle aree da essa controllate lungo il confine con la Turchia.

L’operazione Manbij in cui le forze speciali degli Stati Uniti hanno svolto un ruolo significativo a terra segna uno dei risultati più importanti raggiunto dal gruppo alleato di Washington in Siria, sin da quando gli Stati Uniti hanno avviato la loro campagna militare contro lo Stato Islamico due anni fa.

La perdita di Manbij rappresenterà per l’ISIS un duro colpo in quanto la città rivestiva una notevole importanza strategica per il transito dei jihadisti stranieri provenienti dal confine turco.

Una volta completata l’operazione a Manbij si potrebbero creare le condizioni per avanzare verso Raqqa, la capitale de facto dell’ISIS.

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